DANTE mag. n.1 - Luglio 2011
Aesthetic work can never be planned. I leave the pattern to unfold spontaneously so it can reflect its own identity.
Il mARTEdi - Gazzetta di Parma
Margherita Portelli (22/03/2011)
C’è tutto un risvolto metafisico, nelle sue opere, che meriterebbe pagine intere ricamate da chi, sull’arte, ha rovesciato fiumi d’inchiostro. Ma siamo sicuri che - questa volta - si farà bastare volentieri le impressioni affascinate di una «penna» acerba ma curiosa. Giorgio Tentolini, 32 anni, grafico freelance di mestiere, è, di natura, artista. Residente a Casalmaggiore, fa parte dell’Archivio Giovani Artisti di Parma e provincia dal 2003, e dopo il diploma all’istituto d’arte Toschi, ha frequentato un corso di comunicazione all’Università del Progetto di Regg....
Nomi, luoghi e date.
Giorgio Tentolini intervistato da Massimiliano Briarava Cosati (01/03/2011)
Nomi, luoghi e date. Si compone uno schema degli sconfinamenti, dei viaggi, si ricordano gli incontri necessari. Riporto questi incontri, in breve, perchè riunire i compagni mi piace, e mi dà
qualche idea su chi sono io, su cosa divento. E’ una sintesi, utile a vedere ora, da fuori, come funziona questa collaborazione tra il lavoro e la bellezza (la fortuna).
Il mio approccio al lavoro è di tipo analitico: parto da un percorso schematico che mi permette sia di analizzare il fine che voglio comunicare che....
7 NOTE – VISUAL PROJECT
Siria Bertorelli (26-4-2009)
Il fotografo è colui che utilizza la macchina fotografica per fare delle fotografie. L’artista è colui che esprime il suo pensiero attraverso un mezzo, che può anche essere la fotografia. Quindi un artista utilizza il suo medium in funzione del messaggio che vuole ottenere, disinteressandosi talvolta delle particolarità specifiche del mezzo utilizzato. E’ importante partire da questa riflessione sulla diversità concettuale che esiste tra fotografo-artigiano e artista-fotografo per comprendere maggiormente il lavoro che presenterà l’artista....
KAIROS/KRONOS
Cristiano Boni (17-06-2008)
Il Tempo, passaggio obbligato della vita, dell’esistenza umana in quanto tale.
I secondi, i minuti e le ore scorrono veloci, inarrestabili..in una folle corsa dove il traguardo ci e’, purtroppo, sconosciuto.
Il Tempo, il cui incedere è certo, riconosciuto, scandito e datato... questa è la dimensione di Kronos alla quale si contrappone quella fatua di Kairos.
Quest’ultimo è l’attimo, il momento, l’adesso, l’ora o mai piu’....
Con il mio Danzatore partecipo alla Biennale Giovani Artisti di Bari
di Ursula Boschi - fonte: parma giorno e notte 24/05/2008
C’è il tempo dell’uomo, c’è l’attimo che fugge e c’è il tempo inesorabile che rende l’uomo impotente di fronte al suo volere: sono energia vitale intrappolata nella struttura come i gesti di un
danzatore dentro una rete, sono Kairos/Kronos di Giorgio Tentolini che rappresenterà le arti visive per Parma alla XIII Biennale Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si svolgerà a
Bari dal 22 al 31 maggio....
animula vagula blandula
Valter Rosa (15-12-2007)
Tentolini, giovane artista che già si è segnalato in numerose e prestigiose rassegne espositive, presenta in questa occasione alcune sue opere recenti accanto a una nuova serie di lavori che dà
il nome alla mostra: Animula vagula blandula.
A voler ridurre l’evento al suo primo livello di contenuti, lo spunto figurativo di partenza è “l’uomo che cammina”, o meglio la sua labile traccia disincarnata in una percezione distante,
emotivamente neutra e quasi distratta....
punto 15
Vania Stukelj (23-02-2008)
La serialità di molti lavori, crea le premesse per una loro presentazione in una chiave più complessa. Per esempio la serie unknown di Giorgio Tentolini parte da una tecnica molto peculiare: incidere dei bassorilievi su blocchi di carta. Ne emergono delle figure-segnale, semplificate e astratte: tratti di persone “sconosciute” che avanzano nel vuoto, nel bianco della carta. E’ il taglio della luce che rivela pienamente le presenze e che conferisce un valore enigmatico e metafisico....
Fondazione Marenostrum - Laboratorio Palmaria
Marco Nereo Rotelli (20-02-2008)
Giorgio Tentolini lavora sul concetto di identita’, le sue opere son stratificazioni di sogni e verità passate, un viaggio della mente verso un centro vuoto, tragicamente bellissimo.
I labirinti di Tentolini
Andrea Visioli (05-04-2007)
Ho il piacere e il travaglio di ascoltare le preparazioni attente di Tentolini. In percorsi tortuosi la sua è una Ricerca che rasenta l’autopunizione,accurata, sacrificante, penitente. Tentolini ha ancora la voce del Silenzio che autodemolisce ogni volta le proprie convinzioni, lasciando a bocca aperta: testimone di estreme ed immediate modestie di quella realtà che funziona purché semplice, autentica. La sua è una ricerca che procede per archetipi, ogni volta individuati nell’universo imagopoietico di riferimento presente in ogni cultura....
antichi antenati
Vania Stukelj (26-11-2006)
Il Lavoro di Tentolini è l’esito di un progetto a lungo meditato, che parte da una riflessione sulla storia di Palazzo Pigorini. L’idea iniziare era quella di accogliere il visitatore allestendo una sorta di “galleria degli antenati”, partendo dalla suggestione della memoria di alcuni abitanti storici della “casa”. Targhe, iscrizioni, ma anche un dipinto del Scaramuzza ricordano ancora il poeta Angelo Mazza, protagonista della scena culturale di Parma tra mine Settecento e inizio Ottocento. Tentolini è, invece, affascinato da un’altra presenza....
Genomi - spazi non identificativi umani
Roberto Cazzolla (03-05-2006)
Tentolini con indole eclettica e versatile, rievoca i suoi vissuti in ogni azione. E’ quindi il suo un meccanismo basato sulla memoria, una memoria non tanto visibile quanto di sensazione. La sua
arte fatta di assemblamenti, di confusione razionalizzata arriva all’occhio dello spettatore dopo infiniti passaggi di pulizia, privilegiando quegli elementi che possono assumere una funzione
simbolica.
“Genomi” o “Spazi non-identificativi umani” come la si potrebbe anche chiamare va ad agire ancora una volta sul suo passato....
Tentolini si è impossessato dell’elemento che più lo ipnotizza.
Andrea Visioli (01-02-2005)
Il suo è un viaggio silenzioso, un viaggio atopico in cui il metodo di indagine ha come condizione principale un’interiorità partecipata.
Ed è da questa diversità di sguardi che parte e ricomincia, trasferendo gli innumerevoli messaggi di stratigrafie fino a ricomporre nuove caratteristiche strutturali: un processo tomografico che
procede per sommazione, cogliendo indicazioni nuove. La totalità dello spessore è la sua organizzazione multiculturale, che palesemente non è di ostacolo....