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LA LEGGEREZZA DEL TULLE

di Mariateresa Ceretelli

Wall Street International

24 aprile 2014

CORPI RAREFATTI: L'UOMO INCORPOREO IN CERCA DI UNA STORIA

di Matteo Galbiati

Espoarte 79 - 1° Trimestre 2013

Atelier: Giorgio Tentolini

Marta Santacaterina

FermoMag 24-04-2013

Giorgio Tentolini. L’ombra del reale - 28/06/12

di Piero Del Giudice

foto di Andrea Angelucci e Giorgio Tentolini

 

GALATEA European Magazine

Luglio Agosto 2012

 

The Italian Wave

IAGA International Art Gallery Angels

Sabato 31 maggio 2014, dalle ore 18

Str. Victor Deleu, nr. 1. Cluj-Napoca (Romania)

www.iaga.eu
www.iaga.eu

Sabato 31 maggio, dalle ore 18.00, si apre al pubblico internazionale il progetto IAGA International ArtGallery Angels a Cluj-Napoca, Romania: non una semplice galleria, ma una vivace piattaforma culturale il cui principale obiettivo è quello di sviluppare e promuovere il dialogo tra le ricerche artistiche italiane contemporanee ed est europee, grazie anche alla partecipazione a Fiere d’Arte, manifestazioni e eventi di arte contemporanea internazionale.

 

Cluj-Napoca, città culturale e in forte sviluppo economico e sociale della Romania, è il territorio ideale per IAGA, vantando una vera e propria scuola di artisti contemporanei che hanno saputo dimostrare l’importanza dello scambio e del dialogo internazionale.

 

 

 

Con l’apertura della Galleria, si inaugura la mostra The Italian Wave che propone al pubblico una selezione di ventitré artisti italiani dalla ricerca di altissima qualità e di fama internazionale.

 

Come il titolo suggerisce, è stata scelta l’immagine di un’onda che nasce e si rimescola in mari diversi per dichiarare la volontà dell’arte italiana di relazionarsi con altri territori, di confrontarsi con altre culture, in modo ogni volta nuovo e carico di potenzialità.

 

D’altra parte, la metafora dell’onda suggerisce anche le diverse direzioni delle ricerche artistiche presentate alla cui base è certamente il “Made in Italy”, la capacità italiana di lavorare con altissima qualità su materiali differenti e legati al nostro tempo, mantenendo un legame di assoluta originalità con il passato: in particolar modo, per quanto riguarda gli artisti selezionati per questo progetto e appartenenti alle attuali generazioni, evidente è la loro attenta relazione con le ricerche artistiche del XX secolo, tra avanguardie storiche e linguaggi degli anni ’60 e ’70.

 

Diversi sono i temi portanti ed eterni sui quali si sviluppa la ricerca dei ventitre artisti di The Italian Wave: l’uomo come individuo e collettività, come confine e soglia tra io e altro; il rapporto tra la natura e l’artificio, tra l’ambiente e la sua astrazione o la sua trasformazione contemporanea; la relazione tra immagine e visione, percezione e sensazione; il ruolo dello spettatore rispetto all’opera d’arte e la sua funzione sociale; il valore del confronto storico e la verifica della continuità tra ricerche attuali e linguaggi della storia dell’arte, dalla Pop Art all’arte programmata, dal Nouveau Réalisme all’Arte Povera e al Concettuale.

 

Partendo da questi presupposti, è allora possibile individuare onde analoghe e affascinanti somiglianze tra le maree e i maremoti dei linguaggi artistici presentati: così, le opere di Mimmo Iacopino, Francesca Pasquali, Leonardo Rota Gastaldi sono accomunate dal dialogo con lo spettatore, dal riuso di materiali insoliti e non comuni assemblati e trattati con altissima qualità formale. E mentre Rota Gastaldi studia i fenomeni di scomposizione della luce, Vincenzo Marsiglia indaga le potenzialità dell’arte interattiva.

 

Si rivolgono esplicitamente al mondo, alle sue geografie intese come luoghi di memoria e di relazione i lavori di Marco Casentini, Claudio Filippini, Michael Gambino, Franco Gervasio, ciascuno dei quali elabora un particolare linguaggio per parlare di arte nello spazio e nel tempo. Vicino a Franco Gervasio per l’uso della luce artificiale quale segno del paesaggio naturale è il complesso e stratificato lavoro di Adolfo Lugli, mentre la ricerca di Guido Airoldi indaga le immagini dei muri con uno sguardo però assolutamente contemporaneo. Anche la ricerca di Omar Hassan, artista egiziano di origine ma attivo in Italia, interroga gli spazi urbani attraverso il linguaggio della street art ed un uso assolutamente originale dello spray painting.

 

Si rivolge ai luoghi anche la ricerca di Filippo Minelli, animato da profondi intenti di critica geo-politica: in paesaggi post industriali o ancora naturali e selvaggi, egli fa esplodere silenziose nuvole di colore. Lavorano sull’uomo e sui confini tra corpo e anima, passato e presente, stasi e movimento non solo fisico, ma spirituale, le ricerche di Stefano Bombardieri, Marcello Gobbi, Elena Monzo, Giorgio Tentolini; mentre indaga l’essere umano, nella sua relazione con la storia personale che diventa traccia di quella collettiva, il lavoro di Vincenzo Todaro.

 

Anche Luca Moscariello riflette sul valore del tempo inscritto negli oggetti che appartengono alla vita quotidiana, indagandoli in un teatro di immagini tese tra il sogno e la realtà. Vicina al lavoro di Moscariello per poetica ma diversa per i risultati formali è la ricerca di Manuel Felisi che si rivolge ad una natura evocativa che solo l’artista sa interpretare. Si esprimono con ironia ora graffiante ora delicata le ricerche di Fabrizio Braghieri(Bixio) e Massimo Caccia, mentre Giorgio Laveri affronta il mondo degli oggetti del desiderio meditando sull’iconografia pop e ingigantendoli con la straordinaria tecnica della ceramica al terzo fuoco smaltata. Infine, Marcello De Angelis inventa una tecnica nuova per dipingere, definita injection painting. Le sue opere paiono rievocare allora le onde dell’arte italiana contemporanea che solo dialogando con il mondo può trovare il suo più pieno significato e valore interculturale.

 

 

 

È questa la prima mostra con la quale significativamente apre le porte al pubblico il progetto di IAGA International Art Gallery Angels, guardando ad un futuro possibile dove lo scambio culturale e il dialogo internazionale siano davvero le fondamenta sulle quali costruire progetti artistici a lunga durata e tracciare nuove e vincenti geografie artistiche e culturali.