GALLERIA DI RIFERIMETO REFERENCE GALLERY

www.colossiarte.it
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news

LA LEGGEREZZA DEL TULLE

di Mariateresa Ceretelli

Wall Street International

24 aprile 2014

CORPI RAREFATTI: L'UOMO INCORPOREO IN CERCA DI UNA STORIA

di Matteo Galbiati

Espoarte 79 - 1° Trimestre 2013

Atelier: Giorgio Tentolini

Marta Santacaterina

FermoMag 24-04-2013

Giorgio Tentolini. L’ombra del reale - 28/06/12

di Piero Del Giudice

foto di Andrea Angelucci e Giorgio Tentolini

 

GALATEA European Magazine

Luglio Agosto 2012

 

'round midnight

‘round midnight

2009

installazione/installation

7pezzi/pieces

100X100
stampa digitale su pvc backlight/digital print on backlight pvc

 

7 NOTE – VISUAL PROJECT
Il fotografo è colui che utilizza la macchina fotografica per fare delle fotografie. L’artista è colui che esprime il suo pensiero attraverso un mezzo, che può anche essere la fotografia. Quindi un artista utilizza il suo medium in funzione del messaggio che vuole ottenere, disinteressandosi talvolta delle particolarità specifiche del mezzo utilizzato. E’ importante partire da questa riflessione sulla diversità concettuale che esiste tra fotografo-artigiano e artista-fotografo per comprendere maggiormente il lavoro che presenterà l’artista Giorgio Tentolini.
Il pretesto di partenza è una riflessione visiva, anzi due: due suggestioni per riflettere sulla propria percezione della visione. Il “panorama”, ovvero la veduta generale, complessiva, di una grande estensione, visione che naturalmente è negata all’occhio umano se non tramite la composizione di un mosaico di immagini adiacenti che cercano di coprire un’adeguato angolo visivo. E la “messa in luce”, ovvero il rivelare, il togliere il velo per mostrare cosa sta dietro, un gesto che fa conoscere ciò che prima non ci era dato a sapere, ciò che prima era in ombra.
Il tutto, quindi, imprescindibile dalla vista, per Aristotele il più importante dei cinque sensi (nell’incipit della Metafisica), quello che permette di conoscere meglio il mondo, e dalla luce come mezzo di conoscenza della realtà, che può diventare anche mezzo di distruzione. Non bisogna infatti dimenticare che la troppa luce può accecare, o uccidere, e l’ombra può anche essere protettrice e rivelatrice.
Siria Bertorelli (26-4-2009)

 

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Il mio approccio è in genere di tipo analitico: parto quindi da una da un percorso schematico che mi permetta sia di analizzare il fine che voglio comunicare che l’escamotage tecnico con cui risolvere l’opera. Un altro aspetto è quello della coerenza che cerco di mantenere nei miei progetti così che possano sempre dialogare tra loro.
In genere evito di pianificare il risultato estetico dei miei lavori, ma lascio piuttosto che i tasselli di questo mio “schema” vadano a comporsi in spontanea successione.
Son convinto che l’opera frutto di un percorso analitico rifletta automaticamente una sua purezza estetica.

Le mie opere, senza un apporto telematico sarebbero diverse. Il computer è uno strumento che mi è utile nella razionalizzazione dei miei intenti: in quest’epoca fatta di tecnologia, velocità e conoscenze condivise ricerco una sorta di emancipazione emozionale che non avrei potuto raggiunto attraverso i canali più tradizionali della scultura e della pittura.

La musica e l’istallazione artistica son di per se linguaggi all’apparenza completamente diversi ma condividono alcuni aspetti come il ritmo compositivo e la linea narrativa. Ho cercato di evitare forzature  e di attenermi il più possibile alle consegne che mi ero preposto: prima di ideare il mio progetto ho interagito con i ragazzi del gruppo, per meglio comprendere quale fosse il significato dalla loro musica, ho ascoltato i brani, letto i testi e ho cercato di stabilire un punto di contatto. La scelta delle immagini e la tecnica sono risultate di conseguenza.

L’insediamento del mio lavoro in un contesto spaziale è uno degli aspetti fondamentale della mia ricerca, in genere (non in questo caso) i miei progetti sono assolutamente dipendenti dalla luce e dalla direzione in cui questa è proiettata. In questo caso la mia opera sfrutta una doppia visione;  da lontano è possibile riconoscere l’immagine originale, mentre man mano che ci si avvicina questa si “sgretola” per svelare l’aspetto intrinseco, quasi materico, dato dalla struttura dell’opera stessa, composta da un intreccio di parole, visibili/leggibili solo da una distanza minima.

Vorrei che il fruitore delle mie opere  seguisse a ritroso, guidato dalla propria intuizione, il percorso che mi ha portato alla creazione dei miei lavori, così da comprenderne l’essenza e le ragioni, vorrei riuscisse inoltre a porsi nuovi quesiti  per individuarne poi le soluzioni; tutto questo rappresenta per me uno stimolo incredibile.


Ho sviluppato questo progetto di pari passo con altri lavori, pur avendolo ideato per questa specifica manifestazione, raccoglie i frutti delle mie opere precedenti ma soprattutto di quelle in corso. Lo considero pertanto “figlio” di questo periodo.

 

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.10 / 2010 Collettiva/collective / “oltre lo specchio” / Castello dei Pico / Mirandola - Mo / a cura di/curator Elisabetta Modena
.05 / 2010 Collettiva/collective / “7NOTE” fotografia>jazz / Santa Maria della Pietà / Cremona / a cura di/curators Siria Bertorelli, Andrea Del Guercio
.03 / 2010 Collettiva/collective / “7NOTE” fotografia>jazz / Galleria AccademiaContemporanea / Milano / a cura di/curators Siria Bertorelli, Andrea Del Guercio
.10 / 2009 Collettiva/collective / “7NOTE” fotografia>jazz / Mondomusica. Fiere di Cremona / Cremona / a cura di/curators Siria Bertorelli, Andrea Del Guercio

 

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ringrazio Cristiano per il prezioso aiuto

I thank Cristiano for his valuable help