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LA LEGGEREZZA DEL TULLE

di Mariateresa Ceretelli

Wall Street International

24 aprile 2014

CORPI RAREFATTI: L'UOMO INCORPOREO IN CERCA DI UNA STORIA

di Matteo Galbiati

Espoarte 79 - 1° Trimestre 2013

Atelier: Giorgio Tentolini

Marta Santacaterina

FermoMag 24-04-2013

Giorgio Tentolini. L’ombra del reale - 28/06/12

di Piero Del Giudice

foto di Andrea Angelucci e Giorgio Tentolini

 

GALATEA European Magazine

Luglio Agosto 2012

 

L'approdo

L'APPRODO
2013
TESSERE IN CARTONE DA IMBALLAGGIO
62x42x11

 

opera presentata alle selezioni per il Premio Artivisive San Fedele.

"E uscimmo a riveder le stelle, L'approdo".

Il tema assegnato, L’Approdo, offre una duplice lettura: da un lato rappresenta la fine di un percorso, dall’altro, se messo in relazione al titolo generale del premio "E uscimmo a rivedere le stelle", evidenzia una condizione di nuova partenza, una rigenerazione, una rinascita.

La mia attenzione si è focalizzata sulla figura poliedrica dell’apostolo Paolo e in particolare sul momento immediatamente successivo alla sua folgorazione; visione, vocazione e missione sono i tre requisiti che egli possiede attraverso quel miracolo della grazia avvenuto sulla via di Damasco dove Cristo lo conduce verso una incondizionata capitolazione.

L’opera offre una riflessione sul momento in cui Paolo riacquisisce la vista per mezzo del discepolo Anania, momento che sancisce esattamente l’approdo e l’inizio del suo nuovo percorso. «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo. E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.”

La tecnica utilizzata mira a riprodurre quella sensazione che si ha aprendo gli occhi o fuoriuscendo dal buio, in quell’istante in cui si ricompongono i contorni.
L’opera si costituisce di tessere di cartone che si attestano su diversi livelli, riproducendo il chiaroscuro di un’immagine fotografica e pertanto si presta ad una doppia modalità di lettura: osservandola da vicino si percepisce solo un alternarsi di volumi differenti, allontanandosi l’immagine acquisisce forma e riconoscibilità.
L’intensità e la posizione della fonte di illuminazione incidono direttamente sulla percezione dell’opera, favorendone la rivelazione o rendendone più difficoltosa la ricostruzione. La luce, metafora dello spirito e grazia ricevuta da Paolo, diventa elemento costitutivo dell’opera, concorrendo anche a sottolineare l’idea di cambiamento e di passaggio. La matericità grezza del cartone contrasta con l’immaterialità dello spirito sottolineando il rapporto tra la condizione greve dell’essere umano inconsapevole e quella illuminata dell'apostolo prescelto.

Il soggetto rappresenta uno sconosciuto fotografato casualmente anni fa per strada: una persona qualunque, emblema di quella gente comune cui si rivolse la missione apostolica di San Paolo. «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

.04 / 2013 Collettiva/collective / "AAM _ 2013 - Affordable Art Fair" Gruppo 24 ORE – via Monterosa, 91. Milano / in concomitanza con Salone del Mobile  / a cura di/curator Guendalina Belli @ Colossi Arte Contemporanea

 Terenzio (L'approdo)

2013

tessere di cartone da imballaggio

cm. 58 x 41

 

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.07 / 2016 Collettiva/collective / "I MATERIALI DELLA PITTURA" a cura di/curator Davide Sarchioni - Il Frantoio - Capalbio (GR)

.09 / 2014 Collettiva/collective / "Eccentrico Musivo" MAR - Museo d'arte della città di Ravenna  / a cura di/curators Linda Kniffitz e Daniele Torcellini

.02 / 2014 Personale/solo / “ Giorgio Tentolini - La profondità dell'immagine" Galleria Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero, 13. Brescia / a cura di/curators Ilaria Bignotti